Prima della nascita del denaro, le popolazioni usavano il baratto per ottenere beni e servizi. Tuttavia, questo sistema prevedeva solo un mezzo per le persone di ottenere prodotti di cui avevano bisogno, purché avessero beni o servizi desiderati da altri.

Ancora oggi, tra alcune popolazioni, il ​​sistema del baratto è ancora usato.

Durante la guerra fredda, per esempio, quando il rublo russo fu quasi inutile, la Russia che ebbe bisogno di grano a causa di un pessimo raccolto lo chiese agli Stati Uniti che, invece, ne aveva avuto un surplus. Di contro gli Stati Uniti, che ebbero una carenza di petrolio, lo chiesero alla Russia ha ne aveva avuto un surplus.
Questo scambio permise ai due Paesi di approfittare della loro posizione per ottenere benefici dall’altro.

Tuttavia, come si può immaginare, il sistema del baratto non è perfetto. Manca la convertibilità, la portabilità e la divisibilità.

L’introduzione del denaro ha risolto queste tre caratteristiche negative del sistema di baratto e ha permesso al commercio internazionale di svilupparsi al punto che è oggi.

Il Gold Standard e l’accordo di Bretton Woods

L’accordo di Bretton Woods fu adottato nel 1944. L’obiettivo principale dell’accordo fu quello di garantire la stabilità monetaria internazionale, impedendo ai soldi di essere esportati verso altre nazioni.

Il suo obiettivo secondario era di limitare la speculazione monetaria.

Prima dell’accordo di Bretton Woods, il sistema economico internazionale era controllato dal Gold.

Il Gold Standard si ebbe tra gli anni 1815 e la prima guerra mondiale.

Sotto il Gold Standard, le valute acquistarono stabilità, poiché valuta di ciascun paese fu sostenuta dall’oro.

Fu abolita la pratica secolare utilizzata da re e governanti, che arbitrariamente svalutavano il valore della loro moneta, innescando l’inflazione.

Il Gold Standard aveva però i suoi difetti. Con un’economia solida, un paese avrebbe potuto importare pesantemente dall’estero oro fino ad esaurire le riserve d’oro. Di conseguenza, l’offerta di valuta si sarebbe abbassata, i tassi d’interesse si sarebbero alzati e l’attività economica mondiale si sarebbe rallentata, con seguente nascita di una recessione.

In definitiva, quando il prezzo della merce avrebbe toccato il fondo, le altre nazioni si sarebbero impegnate in spese folli per sollevare l’economia locale del paese con l’oro, aumentando la offerta di moneta, e di conseguenza riducendo i tassi di interesse e producendo ricchezza economia per il paese.

Tali modelli economici sopravvissero per tutto il Gold Standard, fino allo scoppio della prima guerra mondiale.

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