Deco City – Castorama approda in centro città

Deco City, nuovo format cittadino di Castorama pardon Leroy Merlin (vedi qui :-) , ha aperto il 30 Luglio il primo negozio a Milano, nella sede della vecchia Esselunga Washington, spostatasi qualche metro più in là. Per chi non conosce Milano, la zona fiera, di cui via Washington è una delle via principali strade, è uno dei quartieri residenziali più pregiati della città. Infatti, quel negozio Esselunga è stato per anni il più produttivo della rete.

Veniamo al negozio…

L’impatto è molto gradevole e l’ambiente è molto luminoso. Il percorso inizia con prodotti di maggiore attrazione: a destra, le immancabili scatole, i sempreverdi vasi etcnici; a sinistra, un pò di piante e fiori, ma davvero poca cosa e poi l’illuminazione da interni e da esterni. Man mano che si procede le merceologie e l’assortimento volge al tecnico. L’arredo bagno (compresi sanitari, le vasche idromassaggio, accessori), l’Elettrico, le porte fino ai pavimenti e ai rivestimenti da esterni.

L’impressione generale è molto positiva. L’ambientazione è curata, per colori e segnaletica. La qualità dell’assortimento è tipico di un negozi di bricoleuer. Molto materiale tecnico con attrezzature anche di buon livello, ma adatte ad un negozio localizzato in una zona con quelle caratteristiche?

Molto scarsa, invece, il tessile, l’arredamento (un armadio e due librerie ordinarie) l’oggettistica (le scatole e i vasi sono ben esposti ma è evidente la pochezza dell’assortimento). Singolare, infine, la decisione di aprire un negozio innovativo, quando il reparto più interessante non è ancora pronto.

Infatti, salvo qualche pianta all’ingresso, il negozio è sprovvisto di un reparto dedicato al ”Giardino” che dato il contesto doveva essere una categoria di destinazione. Non a caso all’Iper Portello, che incide sullo stesso bacino, c’è Botanic, catena specializzata in pianti e accessori per il giardinaggio di alta gamma.

In questo Deco City è in programma, stando ai comunicati stampa, un reparto con serra e piante e annesso lounge bar  posizionato sul tetto, sopra i piani dei parcheggi.

Perchè allora inaugurare un negozio l’ultima settimana di Luglio in una città sempre più rivolta alle vacanze quando il negozio non è ancora pronto e da nessuna parte è indicato il fatto che prossimamente sarà aperto un nuovo reparto, forse quello più importante?  Senza nemmeno prendersi la briga di indicarlo adeguatamente?

A quello che possiamo vedere da semplici utenti, Castorama per Deco City ha fatto un grande investimento in attrezzature e layout ma è evidente che non ha ancora deciso che vocazione dare a questo nuovo formato, se non proporre una selezione di quanto offrono i fratelli maggiori localizzati in periferia, ma con una tendenza a soddisfare il bricoleur più spinto o il l’artigiano piuttosto che la clientela in cerca di qualche gingillo. Forse le voci di una cessione, di cui abbiamo parlato qui, hanno impedito di provare delle soluzioni davvero innovative.

I Competitor. Brico e Bricoio, non hanno molto da temere. Avranno da temere, forse, i tanti grossisti di materiale per l’edilizia distribuiti in giro per la città.

Gianluca Greco

Delta – Retail e Marketing

7 Commenti to “Deco City – Castorama approda in centro città”

  1. Controllate ora:
    1) La serra non è mai stata fatta.
    2) Le informazioni fornite ai clienti spesso sono inadeguate, a causa di corsi ai dipendenti mai fatti (o partiti 4 o 5 mesi dopo l’apertura).
    3) Il negozio doveva essere concentrato sul reparto di giardinaggio, ma a questo tema è dedicato solo un piccolo angolo, mentre metà negozio è pieno di oggetti per la decorazione.
    4)I dipendenti sono licenziati (e dato che la maggior parte hanno cominciato con l’allestimento o l’apertura del negozio avrebbero diritto al contratto a tempo indeterminato) a fine contratto per l’acquisizione con brico con la scusa di non essere idonei (dopo 2 o 3 proroghe di contratto con distacco di 20 giorni a casa non retribuiti)
    5) Due dipendenti stranieri sono stati lasciati a casa (di cui uno dopo 7 mesi ancora sotto agenzia);
    6) Mobbing interno da parte dei superiori;
    7) Superiori che fanno timbrare il cartellino da altri superiori perchè la maggior parte dei casi sono sempre in ferie anziché dirigere il negozio (per altro vicino alla chiusura dal mio punto di vista)

    il mio consiglio è che se dovete fare una recensione come si deve, fatela anche ora a quasi un anno dall’apertura e vedrete l’enorme cambiamento

  2. Abbiamo controllato. E confermiamo il parere negativo e l’approssimazione con cui è stato sviluppato il format. Sulla gestione del personale non abbiamo molto da dire perché non abbiamo informazioni in merito.
    Superiori in ferie piuttosto che dirigere il negozio? Beh, almeno c’è una spiegazione :-)

  3. Buongiorno

    Confermo il mobbing e l’antiprofessionalità…con un contratto a tempo determinato da loro (oro oggigiorno) me ne sono scappata!

  4. indeterminato volevo dire!

  5. Sono spiacente ma devo proprio dire che il personale oltre a non esserci mai tra i reparti quando hai la fortuna di farteli chiamare non ti sanno dare le informazioni, sono sbrigativi, non gli importa di vendere qualcosa, mi è capitato spesso di andare ma ora non ci metto più piede per non innervosirmi. Se non ci sono i prezzi appesi e gli chiedi il costo non te lo sanno dire, anzi ti invitano e tornare dopo due giorni. Forse è meglio che chiuda e che diano la possibilità a qualche altro commerciante di aprire qualcosa con del personale meritevole!

  6. Sul fatto di farli chiamare non si tratta di fortuna, lì certi dipendenti si nascondono per non lavorare (visti coi miei occhi). Il problema dei prezzi in quel posto non sono i dipendenti alla vendita ma direttore e capireparto che se ne fregano altamente e anzi (sempre visto con i miei occhi) alle volte sono sgarbati anche loro.

  7. Spiegando meglio il fattore prezzi semplicemente è che i dipendenti NON POSSONO sapere il prezzo a meno che di controllarne il codice (che non sempre coincide e di conseguenza nemmeno loro possono vedere quanto costa, è queso è un problema), dato che non lo decidono loro senza contare che questi benedetti prezzi sono sempre in repentino cambiamento

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