ebaynomics no. 1: il paradosso del prezzo fisso
Le aste costituiscono l’archetipo del libero mercato perchè sono un modo efficiente di allocazione delle risorse. Secondo Leon Walras il sistema economico è riducibile ad un sistema di aste.
Effettivamente, in ogni passaggio, in un economia di libero mercato, i prezzi sono soggetti a negoziazioni fra compratori e venditori, con diverse modalità in gran parte riconducibili a forma di aste. Per rimanere nel mondo del Retail, le dispute sulle scontistiche sui listini fra buyer e seller fanno impallidire le dispute medioevali sugli attributi divini.
La sostanza è che i prezzi fissi esistono solo per il consumatore finale.
Curiosamente, con lo sviluppo del sistema di mercato e l’affermarsi della distribuzione moderna, il consumatore finale ha avuto sempre meno occasioni di negoziare il prezzo di vendita (ormai rimangono: mercati rionali, mercatini, aste giudiziarie, d’arte e d’antiquariato). Oggi il consumatore finale ha come unica opzione quella di cercare il venditore più conveniente in certe condizioni di tempo e di luogo. Con la recondita speranza che se molti si comporteranno come lui anche gli altri venditori tenderanno ad allinearsi al competitor più conveniente. Altrimenti si trova di fronte all’aut aut o comprare a quel prezzo o non comprare affatto. Ci sono naturalmente spiegazioni chiarissime del come si è arrivati a questi punto, che fanno riferimento al potere contrattuale, ai limiti di poter organizzare aste in ogni occasione, ai vincoli di costo dei venditori.
Tuttavia è paradossale che l’individuo in quanto tale, in sistema di libero mercato che esalta proprio il singolo, non ha nessun possibilità di negoziare o influenzare il prezzo finale.
gianluca greco
delta team










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