FatMart: se la nutella è come le sigarette sono guai per la distribuzione
- Sai qual è uno dei luoghi più pericolosi per un bambino? Mi chiese a bruciapelo il direttore acquisti di un’azienda di distribuzione
- mumble mumble
- La corsia Biscotti e Merendine di un supermercato.

Anche alla Comunità Europea devono pensarla così. Molti pensavano che la lotta all’obesità e alla cattiva qualità dei cibi fosse una cosa da Americani bigotti e intransigenti. Invece, mentre Obama lancia la crociata contro il cibo spazzatura dei fast food (vedi QUI), in Europa si comincia dai prodotti di largo consumo che dominano gli scaffali dei nostri supermercati.
In questi giorni, la Comunità Europea sta discutendo norme più ristrettive sulla comunicazione di prodotti ipercalorici, dalla pubblicità alle etichette. Sotto accusa: biscotti, merendine e ovviamente la Nutella. La Ferrero che sulla pubblicità “PIU’ Latte MENO Cacao” (una baggianata buona per mamme ansiose: il cioccolato al latte è peggiore sotto ogni aspetto di quello fondente!) ha fatto la sua fortuna teme di dover rivedere tutta la sua comunicazione e così buona parte dell’industria dolciaria. Anche con le sigarette si iniziò vietando la pubblicità e oggi sappiamo com’è sta andando.
Finora la distribuzione si è completamente disinteressata del tema, pensando che ciò che è male per Ferrero, che ha sempre fatto pesare la propria posizione, è bene per lei.
In questo blog, la pensiamo diversamente, per questo da tempo pubblichiamo post sull’obesità e facciamo interventi su quanto sia importante che il Distributore si interroghi sulla qualità e sull’uso dei prodotti che offre.
Come sarebbero i conti di un’azienda distributiva se la corsia di Biscotti e Merendine venisse drasticamente ridimensionata o diventasse come la parafarmacia, con vendita assistita e solo a maggiorenni?
Con FatMart-Indebitati e grassi sostenemmo che il pericolo per la distribuzione non proveniva solo dalla contrazione del reddito e soprattutto debito disponibile, ma anche dalla riduzione, volontariamente o no, del consumo di cibo. Una riduzione che potrebbe minacciare i volumi e le rotazioni che finora hanno salvato il retail dalla debacle. Per affrontare la quale non basta qualche taglio prezzo o una “bella” promozione ma un radicale cambio di cultura.
QUI l’articolo.










07.07.2010 alle 11:10 pm
[...] de la Crème all’Italiana Di GiuliaSegalla Come gran parte delle notizie, la “Nutella-che-nuoce-gravemente-alla-salute“, ha fatto scalpore per una settimana e poi… Puff… Più niente. Il vuoto. Nessuno [...]