La riforma di Obama: se i clienti iniziano a mangiare meno?

L’approvazione della riforma sanitaria negli USA finora non ha acceso i cuori dei manager dei retailer.  Ma uno degli articoli della legge approvata impone, a partire dal 2011, alle catene di ristoranti con più di 20 pdv (mcdonald, blockbuster, Starbucks etc) e ai prodotti nelle vending machine di indicare le calorie e la loro percentuale rispetto ad un’alimentazione sana, non solo in piccolo sulle confezioni ma anche sui menu’ , sui cartelli in cui si illustrano i cibi in vendita e in genere in tutte le altri strumenti di comunicazione vedi qui.

Ad occuparsi della formulazione e della standardizzazione su cosa indicare è stata incaricata la Food and Drug Administration. Quella dei film.

Se una maggiore informazione sull’apporto calorico dei cibi avrà effetto sul comportamento del consumatore è da vedere. Ma è prevedibile che questa legislazione si estenderà anche al settore retail, dove finora tali informazioni sono state relegate a tabelline poco chiare e poco visibile.

In FatMart: indebitati e grassi, avevamo notato che indebitamento e obesità erano strettamente correlati, e curiosamante erano più elevati nei paesi di origine dei retailer che avevano spinto sui prezzi bassi. Ovvero,  il successo dei prezzi bassi era dovuto non a consumatori più accorti e sobri, ma a consumatori bulimici verso ogni genere di merce. Un modello sempre meno sostenibile.

Ogni genitore  accorto sa che è più sano per il proprio figlio di 8 anni andare in un parco di notte che aggirarsi nella corsia delle merendine e degli snack “per ragazzi” di un grande supermercato.

Finora i distributori si sono concentrati su come tamponare la crisi economica agendo sui prezzi e sperando sulla quantità.  La lotta all’obesità potrebbe porre qualche ostacolo in più.

Un commento to “La riforma di Obama: se i clienti iniziano a mangiare meno?”

  1. [...] Invece, mentre Obama lancia la crociata contro il cibo spazzatura  dei fast food (vedi QUI), in Europa si comincia dai prodotti di largo consumo che dominano gli scaffali dei nostri [...]

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