PRIMO PIANO (Sett. 27)
Per un ritratto del nuovo consumatore
Il consumo nei momenti di crisi
La gdo conosce i diritti dei suoi clienti?
Italia: rapporto Istat, aumentano le sperequazioni tra i ceti e tra Nord e Sud
Marketing digitale: Barilla e Coca Cola ci credono
Il cambio della guardia
Un teorema per la marca
Innovazione, addio?
Fare i prezzi con le carte fedeltà
Il nuovo consumatore secondo GfK Eurisko
Gfk Eurisko ha disegnato il ritratto del nuovo consumatore nel corso del seminario 2006.
Rispetto alla media europea, negli ultimi 5 anni l’Italia ha ulteriormente marcato i suoi tratti distintivi orientati più a valori tradizionali ( protezione della famiglia, rispetto degli anziani, tradizione, fede religiosa), valori sociali (rispetto dell’ambiente, eguaglianza, responsabilità sociale) e valori post materiali (autenticità, cultura, bellezza, creatività)
Il consumatore neoconcreto spende più tempo fuori casa, è “prosumerista”, impara ad autonomizzarsi nei servizi( fai da te nei pagamenti e negli ordini d’acquisto, consuma qualcosa che egli è in grado di produrre e che si traduce in risparmio di tempo e di denaro ( cultura del low cost)
In sintesi: più tempo a disposizione e più energie da dedicare alle esperienze che diventano “di valore”.
Da Largo Consumo – Maggio 2007
Il consumo nei momenti di crisi
L’approccio scelto da Ac Nielsen per affrontare il problema dei comportamenti d’acquisto del consumatore in periodi di bassa congiuntura è molto semplice: considera il contesto familiare e osserva come il consumatore reagisce nelle scelte d’acquisto nei vari stadi di vita. Sono stati individuati 7 diversi momenti del ciclo di vita: dalle “ prefamilies”, i giovani, single o coppie in fase di consolidamento , alle “older couples” in cui i figli sono usciti di casa e a loro volta hanno dato vita ad un nuovo percorso di lifestages. Sono stati presi in considerazione i diversi momenti del consumatore attraverso l’ evoluzione dei suoi valori e delle sue priorità e in particolare i comportamenti d’acquisto, la sensibilità alle promozioni e alla pubblicità e il rapporto con l’alimentazione.
Da Largo Consumo – Maggio 2007
La gdo conosce i diritti dei suoi clienti?
Vi proponiamo la prima parte di una ricerca realizzata da Dinamiche da parte di Gdo Week in merito al tema del ruolo del retail alimentare. In particolare si è analizzato l’impegno della gdo nei confronti dei diritti dei consumatori. Sono stati presi in considerazione i seguenti aspetti:
- il comportamento di spesa dei consumatori italiani in termini di canale abituale e insegna di riferimento
- il grado di soddisfazione nei confronti di una serie di aspetti relativi al ruolo economico e sociale del canale dell’insegna
- il grado di soddisfazione complessiva del canale e dell’insegna relativamente agli aspetti socio-economici
Da GdoWeek – 13 Giugno 2007
Italia: rapporto Istat, aumentano le sperequazioni tra i ceti e tra Nord e Sud
I dati del rapporto annuale 2006 dell’Istat evidenziano quanto l’Italia sia un Paese sempre più sperequato con una quota di poveri relativi, cioè di famiglie che dispongono di meno della metà del reddito medio. E con nuclei familiari di anziani soli che fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese. I poveri si trovano nelle famiglie numerose o tra i single anziani e tra le persone a basso livello di istruzione.
Da GdoWeek – 13 Giugno 2007
Marketing digitale: Barilla e Coca Cola ci credono
Il mobile nelle sue varie configurazioni ( Sms , Mms o Wap link) è uno strumento sempre più utilizzato dalle aziende nella strategia globale di comunicazione. Un esempio sono le iniziative di Barilla Bakery e Coca –Cola Spagna, entrambe realizzate in collaborazione di Buongiorno Marketing Services.
Dal 2003 Barilla Bakery ha intrapreso un’ attività di Relationship Marketing digitale tesa all’identificazione di cluster di consumatori e all’invio di di comunicazioni/ promozioni mirate. Coca-Cola in Spagna ha attivato servizi digitali utilizzando i new media, dalle instant win promotion con Sms e pin-code ai portali Wap per la community El Movimiento Coca- Cola.
Da GdoWeek – 13 giugno 2007
Il cambio della guardia
Su Food è stato pubblicato un interessante articolo sul passaggio generazionale e sul tema generale della continuità aziendale. Un tema, quello della successione alla guida dell’impresa, che è sempre più di attualità e sta inevitabilmente catalizzando l’attenzione degli studiosi e degli osservatori del family business.
Paolo Preti, Direttore del Master Piccole e Medie Imprese presso la Sda Bocconi, spiega quali sono le fasi chiavi che i titolari d’azienda devono affrontare per agevolare il processo di successione: la selezione dell’erede, a cui fanno seguito la formazione, l’inserimento in azienda, la convivenza e la successione vera e propria.
Insieme, padre e figlio, devono far emergere il valore e il patrimonio comune dell’azienda. L’erede può imparare a razionalizzare la creatività dell’impreditore , in modo tale da poterla replicare e inoltre è necessario affiancare alla creatività un ‘abilità acquistabile mediante lo studio e l’esperienza.
Da Food- Giugno 2007
Un teorema per la marca
Bain&Company, società internazionale di management consulting, ha analizzato lo scenario e le strategie dei principali retailer internazionali per cercare le ragioni di bassa penetrazione dei prodotti a marchio privato nel mercato italiano.
L’Italia possiede una quota di penetrazione della private label del 11%, seguita solo da Australia, Hong Kong e Cile, quando la media mondiale dei Paesi a economia più evoluta è del 20% circa.
Zanotti, manager di Bain&Company, afferma: “In Italia la private label non è ancora trattata da tutti i player come un brand sé stante, ma piuttosto utilizzata per compensare margini in calo. E’ necessario che i retailer italiani siano in grado di realizzare una reale politica di branding”. Questa dunque la tesi portante dello studio di Bain&Company. Il vero fenomeno su cui agire è la frequenza d’acquisto e una volta individuato non resta altro che procedere per incrementare la presenza di private label nel paniere della spesa e iniziare così a costruire la propria politica di branding.
Da Food – Giugno 2007
Innovazione, addio?
Alcuni category manager delle più importanti catene distributive nazionali annunciano il declino del reparto delle conserve vegetali. L’industria conserviera rappresenta un mercato senza troppi slanci innovativi, con l’eccezione della produzione a marchio d’insegna che appare in fase di rivitalizzazione. I confini merceologici di questo settore diventano sempre più labili: tanto che alcuni operatori stanno ampliando il loro core business, cimentandosi in segmenti a sé stanti, come esempio i sughi pronti.
Il commercio moderno deve operare delle scelte assortimentali adeguate, dando spazio nei propri scaffali a chi è in grado dìinvestire nell’innovazione, come requisito della propria strategia commerciale.
Da Food – Giugno 2007
Fare i prezzi con le carte fedeltà
Uno studio dell’Università di Harward evidenzia gli effetti delle azioni di Customer relationship management sulle scelte di pricing dei retailer.
La carta fedeltà può essere utilizzata nel pricing a tre livelli evolutivi:
1. Per ridurre la concorrenza sulla leva prezzo tra i retailer, aumentando lo swiching cost per i clienti attraverso punti accumulabili, premi e sconti esclusivi. Si tratta di un livello estremamente diffuso poiché risulta quasi automatico dalll’introduzione della carta fedeltà e quasi tutta la gdo ne gestisce una.
2. Pricing informato: utilizzando informazioni e le conoscenze del cliente che risultano dalla gestione della cartà fedeltà come input per la gestione del pricing: sconti focalizzati sul basket dei segmenti interessati
3. Princing mirato: come strumento per differenziare le promozioni e i prezzi tra i clienti.
Da Food - Giugno 2007










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