Rassegna Stampa (Sett. 14/bis)

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Euronics: l’insegna più famosa
Secondo l’ultimo sondaggio condotto da Nexus, Euronics è la catena più conosciuta in Italia. Conquista questo primato soprattutto grazie all’espansione del brand: l’anno scorso sono stati aperti 20 nuovi punti vendita in Italia, ognuno dei quali grande in media 1800 mq.La crescita di Euronics è confermata anche dai dati di bilancio: il 2006 si è chiuso con un fatturato in rialzo del 13,5% rispetto al 2005.
Da Finanza e Mercati

Bandieracinese


Fondazione Italia – Cina: arriva un nuovo membro
Entrerà a far parte della Fondazione Italia- Cina, un nuovo associato:L’Associazione delle Imprese Cinesi in Italia, a cui aderiscono 22 tra le più importanti società del Paese Asiatico, tra cui la Bank of China.
L’obiettivo della Fondazione, ormai diventata un interlocutore privilegiato per il governo cinese, così come afferma il Presidente Cesare Romiti, è rafforzare i rapporti con la Cina.
In calendario, Nel programma 2007, sono previsti corsi di formazione per manager, studenti e laureati cinesi, promozione per piccole e medie aziende italiane in Cina, manifestazioni, missioni commerciali e politiche.
Dal Corriere della Sera

Arcandor torna alla ribalta dopo 3 anni di rosso
Grazie alla cessione di svariate proprietà immobiliari e a un incremento del fatturato nei department store, Arcandor, il colosso tedesco dei supermercati, ha chiuso il 2006 con profitti netti a 345,6 milioni.
Da Finanza e Mercati

Carrefour vulole vendere parte del portafoglio immobiliare
Dopo l’ingresso di Colony Capital e del Gruppo Arnault, Carrefour deve trovare il modo di vendere parte dei propri immobili, senza influire sulla normale gestione. Carrefour dispone di 6 milioni di metri cubi di superfici commerciali, per un valore di 15- 20 miliardi di euro.

Centrocarrefour

Da Finanza e Mercati

Un commento to “Rassegna Stampa (Sett. 14/bis)”

  1. In merito all ‘argomento che Carrefour ha intenzione di vendere parte dei suoi immobili riportiamo qui di seguito il pensiero di Davide, nostro lettore, che ci è giunto via mail:

    “La dismissione di un patrimonio immobiliare strumentale di proprietà, soprattutto di tale entità e con un potenziale e certo conduttore quale l’attuale proprietà, mi sembra nell’ordine “naturale” delle cose, in quanto ottimale per liberare liquidità da reinvestire sul core business.
    L’aspetto più interessante risulterebbe la modalità di questo disinvestimento, in quanto in grado di delineare con chiarezza la strategia dell’attuale proprietà: si va infatti da semplici operazioni di sale and lease back (alle quali la stessa Carrefour non è nuova), alla cessione ad una property company, ad un fondo di Investimento Immobiliare o a un REITS, sino alla creazione di uno strumento societario autonomo (stile IGD) da quotare e successivamente dismettere, in tutto o in parte.
    Non essendoci alcuna indiscrezione a questo riguardo, penso sostanzialmente manchi il motivo del contendere”

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