Mark Up – Novembre 2006 – Mariano Bella – Instantanea di Economia

Ho letto con un molto interesse la rubrica di Mariano Bella, consulente Prometeia, sul numero di Novembre.Concordo pienamente con l’A quando denuncia in modo distorto e strumentale con cui la classe dirigente italiana, e quella politica in particolare, usa certi termini.

Tuttavia mi permetto di fare alcuni considerazioni. Credo che L’A., certo limitato dallo spazio di un articolo, abbia sorvolato sul concetto di “giusta distribuzione”. Come sappiamo, si è decisamente lontani dall’aver trovato una spiegazione univoca di quale sia una giusta distribuzione.

Così, date le oggettive difficoltà di determinare se una politica è equa secondo i criteri della teoria economica, diventa automaticamente difficile determinare se una politica è “solidaristica”.

Una modifica dei criteri distributivi a svantaggio di quelli che hanno di più in favore di coloro che hanno meno, non è di se per una politica solidale, non genera di per se iniquità, a meno di dimostrare l’equità o minore iniquità della situazione precedente.

Infatti, togliere a qualcuno per dare ad altri, non è indice del grado di equità della situazione precedente ma del fatto che prima si era, al più, in una situazione di – mi si passi il termine – banale “ottimo paretiano”. Ed è noto che distribuzioni della ricchezza molto diverse (Comunismo, Liberismo, Feudalesimo etc.) possono essere ottimali dal punto di vista paretiano.

Venendo ai due problemi aggiuntivi, segnalati dall’Autore:

1. Certamente l’evasione e l’elusione sono di per se fonte di iniquità, in quanto non permettono l’applicazione dei criteri distributivi.

2. Certo si trascura di analizzare la relazione fra Ridistribuzione e Crescita. Ma il dubbio che mi sorge leggendo le ultime righe è se l’Autore ha a cuore l’equità o la crescita. Non ho dubbi che abbia a cuore entrambe. Tuttavia, solitamente la crescita è come strumentale all’equità. Ma da come viene esposto, pare che l’A pensi il contrario, intenda cioè l’equità come strumentale alla crescita.

Paradossalmente, la Cina – naturalmente, una volta dimostrata l’iniquità delle sue politiche distributive – sarebbe un interessante esempio di crescita superiore alla media attraverso politiche inique.

Infine, vorrei approfittare ancora della Vostra Attenzione per una considerazione di carattere generale.

Pare che l’Autore intenda Solidarietà e Equità come due concetti agli antipodi. A mio avviso, esiste invece un terzo tipo di distribuzione che potremmo chiamare “oligarchica”, dove la distribuzione è iniqua a vantaggio di pochi.

Senza questa ulteriore categoria, si rischia di annacquare la portata del concetto di equità, correndo il rischio di alimentare proprio un uso distorto e strumentale del linguaggio.

Gianluca Greco
Delta Team

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