Futures dell’Oro in ribasso

futures oro

La sessione finanziaria americana di questo lunedì ha decretato un ribasso dei futures dell’Oro.
Nella divisione Comex all’interno del New York Mercantile Exchange i futures dell’Oro in consegna ad agosto sono stati scambiati a 1,328,47 dollari americani per ogni oncia troy, valore in ribasso dello 0,37%.

In un primo momento è stato scambiato ad un valore più basso di 1.292,37 dollari per oncia troy ed era previsto trovare una quota di supporto a 1.306,88 ed una quota di resistenza a 1.342,37.

Dando un’occhiata sul Comex vediamo che l’Argento in consegna a luglio ho avuto un aumento dello 0,73% scambiando a 17,628 dollari per oncia troy mentre il Rame in consegna a luglio è salito del 2,02% scambiando a 2,137 dollari per libbra.
I valori dell’indice del Dollaro che mette risalto l’andamento del biglietto verde nei confronti delle altre sei valute rivali è sceso dello 0,77% scambiando a 93,97 dollari.

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Dollaro galoppante

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La moneta americana continua a mantenere i valori massimi di seduta nei confronti delle altre valute rivali sostenuto dalle costanti speranze di un rialzo dei tassi di interesse a breve termine da parte della Fed, l’unica moneta che riesce a spuntarla con il biglietto verde e la nostra moneta unica che beneficia dei significativi passi in avanti fatti sul fronte della crisi greca.
Proprio ieri in tarda notte i Ministri delle Finanze della nostra euro zona hanno sbloccato una nuova tranche di fondi di circa 11 miliardi di euro a favore di Atene.
Questa mattina l’euro sale dello 0,05% sul dollaro arrivando a quota 1,11:52 riuscendo a recuperare dei valori minimi che restavano da 10 settimane a questa parte.
La nostra moneta riesce a guadagnare anche nei confronti dello Yen seguendo la scia dell’andamento positivo dell’obbligazionario europeo.

Niels Christensen, FX strategist di Nordea ha dichiarato quanto segue:

La questione del debito greco non rappresentava la principale preoccupazione del mercato ma il fatto che sia uscita di scena fa tirare un sospiro di sollievo e l’euro ne beneficia, il focus principale del mercato dei cambi tuttavia resta la Fed con le aspettative per un rialzo dei tassi.

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Salgono i futures dell’Oro

futures oro

In questa sessione europea di venerdì si è visto un rialzo dei valori dei futures dell’oro.
All’interno dei New York Mercantile Exchange nella divisione Comex i futures dell’oro in consegna a giugno sono stati scambiati a 1.282,78 dollari americani per oncia troy, valore in aumento del 1,22%.

In un momento era stato scambiato a un prezzo più alto a 1.297,21 dollari per oncia troy ed era previsto trovare una quota di supporto a 1.267,28 dollari è una quota di resistenza a 1.298,77 dollari.

L’indice del dollaro che mette in risalto i risultati della moneta americana nei confronti delle altre sei monete rivali è sceso dello 0,44% scambiando 95,28 dollari.

Sempre sul Comex l’Argento in consegna a maggio è salito del 1,62% scambiando 17,805 Dollari per oncia troy mentre il Rame in consegna a luglio è salito del 2,67% scambiando a 2,398 dollari per libbra.

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Valori di scambio AUD-USD in calo

aud usd

Questo venerdì di scambi borsistici è stato dominato dall’alta volatilità del dollaro e del suo cugino australiano, i due si sono dati battaglia a colpi di apprezzamenti e perdite continue.

Alla fine il verdetto ha decretato che il Dollaro australiano è stato più basso rispetto al Dollaro americano con la coppia AUD/USD che è stata scambiata a 0,7428 facendo registrare un calo dello 0,35% al momento della scrittura.

La coppia valutaria ha trovato una quota di supporto a 0,7237,

dato che risulta essere il più basso di tutta la giornata di scambi ed una quota di resistenza a 0,7633, dato che risulta essere il più alto come valore da mercoledì scorso.

Allo stesso momento il valore del Dollaro australiano è stato più basso rispetto alla nostra moneta unica e allo Yen giapponese con la coppia EUR/AUD che scambia a 1,5638 con un guadagno del 0,33% e la coppia AUD/JPY che scende dello 0,46% toccando quota 78,21.

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Dati lavoro USA in calo

disoccupazione usa

I dati sull’occupazione americana per il mese di aprile sono risultati essere inferiori alle attese e il rapporto fra la coppia Euro/Dollaro è in salita.
Questi ultimi dati che sono stati divulgati allontanano ancora di più le speranze di un rialzo dei tassi da parte della Fed, speranze che erano già molto deboli.

L’economia americana ha creato 155.000 nuovi posti di lavoro non agricoli e questo è l’incremento più basso degli ultimi sette mesi, le attese erano di un aumento oltre le 200.000 unità.

Subito dopo la pubblicazione del dato la coppia Euro/Dollaro è salita fino a quota 1,1521 per poi scendere.

Allo stesso tempo la coppia Dollaro/Yen tocca il minimo di giornata a 105,21 tenendosi sempre lontano dal minimo degli ultimi 17 mesi a quota 105,28.
A tal riguardo Wayne Lin di QS Investors ha dichiarato quanto segue:

Il dato odierno offre alla Fed maggiore spazio per rimanere accomodante per più lungo tempo e non penso che la possibilità di un rialzo a giugno sia del tutto sfumata, ma le probabilità si sono ridotte. All’orizzonte non c’è nulla di drammatico, ma questo dato segnala che ci troviamo nella fase centrale se non avanzata del ciclo piuttosto che allo stadio iniziale.

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Resoconto sanzioni 2012-2014

Resoconto sanzioni

Una fonte dell’Antitrust ha riferito che dal 2012 al 2014 le sanzioni irrogate hanno raggiunto la cifra di circa 400 milioni di euro, oltre questo ha anche spiegato che il bilancio per il 2015 non è ancora chiuso quindi gli importi finali non sono ancora disponibili.

Più della metà della somma pari a 210 milioni di euro è stata raccolta nel 2014, di questi, 190 milioni di euro sono relativi alle infrazioni alla normativa concorrenziale mentre i restanti 30 milioni sono relativi a multe per infrazioni in materia di tutela del consumatore.
Per l’anno 2012 le multe ammontano a circa 55 milioni di euro e nel 2013 a 130 milioni di euro.

Tutto questo per farvi capire che la percentuale delle somme realmente incassate dallo Stato è cresciuta nell’arco del tempo.

Nel 2014 si è arrivati al 99,85% nel caso di infrazioni alla concorrenza mentre la percentuale del pagato nel settore delle violazioni al codice di consumo è più bassa al 70%, questo a causa dell’enorme difficoltà nel reperire gli operatori dell’e-commerce che hanno la sede legale fuori dall’Europa.

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Produzione italiana rinnovabili in aumento

Fonti rinnovabili

Le cinque fonti rinnovabili poste in Italia nel 2015 hanno prodotto circa 110.000 gigawattore di energia a fronte di un consumo interno di 340.000.

Questo risultato ha fatto si che per quanto riguarda l’anno appena passato, la produzione totale scaturita da fonti rinnovabili ossia solare, eolica, geotermica, bioenergie e idraulica

abbia raggiunto il 34,6% dei fabbisogni interni del nostro paese

.

Questo è quello che si evince dal rapporto che è stato reso noto oggi dopo un’indagine accurata effettuata dal gestore dei Servizi Elettrici (GSE).
Il 2015 ha messo in risalto un calo della produzione eolica e idrica mentre è aumentata la produzione relativa a tutte le altre fonti, parlando di numeri il settore eolico ha perso circa 2.000 gigawattora e quello idrico circa 13.000 gigawattora.

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Benestare della banca cinese

Secondo quanto riferito a Reuter da due fonti che vogliono restare anonime ma che sono molto vicine alla vicenda sembrerebbe che in questi giorni la Banca Centrale cinese è a lavoro per creare delle regole chiare che consentiranno alle banche commerciali di scambiare non-performing loan di società con quote azionarie di quelle aziende.

Questa mossa permetterebbe alle società indebitate di ridurre la leva riuscendo a ridurre i costi di servizio del debito facilitando l’accesso al credito.

Per non parlare del fatto che la mossa riuscirebbe a ridurre i ratio degli Npl delle banche commerciali riuscendo a diminuire la liquidità necessaria a coprire le perdite legate alle sofferenze.

Quindi questi fondi potrebbero essere sbloccati e indirizzati verso nuovi prestiti nell’ambito dell’ammodernamento industriale che darebbero una spinta giovane all’economia cinese.

Per ora la People’s Bank of China non ha risposto alle numerose richieste di chiarimento che gli sono state fatte.

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Taglio stima Pil francese

Nei primi tre mesi dell’anno l’economia francese è salita dello 0,4% e non dello 0,5% come prevedevano le stime della banca centrale francese, se questo dato verrà confermato si tratterebbe della stessa percentuale di guadagno fatta registrare nell’ultimo trimestre dell’anno passato.

A fine febbraio l’Insee (istituto nazionale di statistica) ha rivisto la percentuale allo 0,4% dal precedente 0,3% come fattore di crescita per la seconda forza economica della nostra zona euro.

L’indagine mensile sul morale delle imprese presentata oggi dalla Banca di Francia ha messo in risalto un calo del business sentiment nel settore industriale a 99 nel mese di febbraio dal 103 relativo al mese precedente.

L’indicatore del terziario indica che questo valore è restato stabile a 97 e che continua a risentire molto degli attentati svoltisi a novembre scorso.
La maggior parte degli esponenti di spicco delle imprese che sono stati interpellati è convinto che tutto il settore inizierà la sua ripresa a fine marzo.

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Storia del Forex Trading

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Prima della nascita del denaro, le popolazioni usavano il baratto per ottenere beni e servizi. Tuttavia, questo sistema prevedeva solo un mezzo per le persone di ottenere prodotti di cui avevano bisogno, purché avessero beni o servizi desiderati da altri.

Ancora oggi, tra alcune popolazioni, il ​​sistema del baratto è ancora usato.

Durante la guerra fredda, per esempio, quando il rublo russo fu quasi inutile, la Russia che ebbe bisogno di grano a causa di un pessimo raccolto lo chiese agli Stati Uniti che, invece, ne aveva avuto un surplus. Di contro gli Stati Uniti, che ebbero una carenza di petrolio, lo chiesero alla Russia ha ne aveva avuto un surplus.
Questo scambio permise ai due Paesi di approfittare della loro posizione per ottenere benefici dall’altro.

Tuttavia, come si può immaginare, il sistema del baratto non è perfetto. Manca la convertibilità, la portabilità e la divisibilità.

L’introduzione del denaro ha risolto queste tre caratteristiche negative del sistema di baratto e ha permesso al commercio internazionale di svilupparsi al punto che è oggi.

Il Gold Standard e l’accordo di Bretton Woods

L’accordo di Bretton Woods fu adottato nel 1944. L’obiettivo principale dell’accordo fu quello di garantire la stabilità monetaria internazionale, impedendo ai soldi di essere esportati verso altre nazioni.

Il suo obiettivo secondario era di limitare la speculazione monetaria.

Prima dell’accordo di Bretton Woods, il sistema economico internazionale era controllato dal Gold.

Il Gold Standard si ebbe tra gli anni 1815 e la prima guerra mondiale.

Sotto il Gold Standard, le valute acquistarono stabilità, poiché valuta di ciascun paese fu sostenuta dall’oro.

Fu abolita la pratica secolare utilizzata da re e governanti, che arbitrariamente svalutavano il valore della loro moneta, innescando l’inflazione.

Il Gold Standard aveva però i suoi difetti. Con un’economia solida, un paese avrebbe potuto importare pesantemente dall’estero oro fino ad esaurire le riserve d’oro. Di conseguenza, l’offerta di valuta si sarebbe abbassata, i tassi d’interesse si sarebbero alzati e l’attività economica mondiale si sarebbe rallentata, con seguente nascita di una recessione.

In definitiva, quando il prezzo della merce avrebbe toccato il fondo, le altre nazioni si sarebbero impegnate in spese folli per sollevare l’economia locale del paese con l’oro, aumentando la offerta di moneta, e di conseguenza riducendo i tassi di interesse e producendo ricchezza economia per il paese.

Tali modelli economici sopravvissero per tutto il Gold Standard, fino allo scoppio della prima guerra mondiale.

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